Coronavirus, anche nel carcere femminile di Trani si creano mascherine e dpi da riutilizzare

Luciana Delle Donne fondatrice dell’Onlus Made in Carcere non poteva restare inerte di fronte all’emergenza sanitaria del COVID 19, con il suo team ha deciso di investire il tempo “sospeso” della quarantena per pensare e ripensare a scenari futuri trasformandolo così in tempo attivo.

Parliamo di triplice velocità perché senza sosta: abbiamo attivato le procedure per i prodotti medicali e nel frattempo doniamo mascherine per la le fasce più colpite e creiamo nuovi canali e prodotti per rispondere alle nuove abitudini di difesa. Oggi si presentano i primi frutti di un duro lavoro che tuttavia si rendeva necessario sia per fronteggiare il crescente bisogno di protezione negli spazi di detenzione sia per rispondere all’esigenze del territorio: abbiamo già donato più di 5.000 mascherine localmente, alla comunità carceraria, al comune di Lequile che ci ospita da anni e presto saremo attivi su scala nazionale.

Nel carcere, si apre quindi un nuovo scenario produttivo, grazie anche al sostegno immediato della Direttrice del carcere Dott.ssa Rita Russo. Sotto le macchine da cucire nelle carceri di Lecce e Trani, dove lavorano circa 15 risorse, e a breve anche a Matera e Taranto, scorrono tessuti pregiati per creare dispositivi di protezione da usare, lavare e riutilizzare. Si tratta di mascherine dotate di filtro in TNT che si potrà sfilare e sostituire, mentre l’involucro, una volta lavato, potrà essere riutilizzato: non c’è più tempo per lo spreco.

Belle, innovative ed ecologiche: è questa la triade alla base del kit che pensa ad adulti e bambini, che utilizza colori, fantasia e allegria per stemperare il buio della quarantena, per proteggerci ed invitarci a riflettere su un maggior rispetto per l’altro e per l’ambiente.  Il lavoro è continuo ed in costante evoluzione. Dopo una prima fase di attuazione realizzata a “velocità massima”, si sta procedendo poi su tre fronti:
- l’acquisizione della procedura di certificazione (in collaborazione con Politecnico di Bari e il Gruppo naz.le Emergenza Covid, Confindustria Moda/Federmoda) di prodotto medicale sia per le mascherine che per i camici, poi da donare nella prima fase a chi ne ha più bisogno: strutture sanitarie in primis.
- la produzione continua di mascherine con filtro da distribuire gratuitamente nelle carceri e ad altre fasce deboli della popolazione civile
- la strutturazione di canali di distribuzione digitali, per raggiungere nel minor tempo possibile una domanda che cresce a ritmi vertiginosi. Le mascherine saranno infatti disponibili da oggi stesso su MUKAKO, per genitori e bambini. “Con Made in Carcere abbiamo la possibilità di sostenere un progetto di valore e allo stesso tempo portare in piena sicurezza a casa delle famiglie italiane un prodotto ormai essenziale come le mascherine. Sarà presto possibile reperire le mascherine anche su GIOOSTO, 2ND CHANCE e sullo Store del sito di MADE in CARCERE.

Allo stesso tempo, ci stiamo strutturando per raggiungere una maggiore capacità produttiva, coinvolgendo altre unità produttive come le sartorie sociali di periferia, già nostri partner ed altre piccole sartorie in collaborazione con il Comune di Lequile. Che succederà dopo? Anche a questo si sta pensando, a tutti quei bisogni latenti che già si intravedono attraverso il cambiamento delle abitudini.

La produzione non si limiterà alle mascherine ma ad una serie di prodotti innovativi che mirano a trasformare questo buio periodo storico in una esperienza forte da raccontare, incentrata sull’estetica, l’inclusione sociale e la tutela ambientale. Tessuti e materiali di recupero da far rivivere e soprattutto da far durare nel tempo perché è sempre più necessario attivare dei modelli di economia rigenerativa: dove l’idea vincente è senza dubbio il progetto e non il prodotto in sé. Si può e si deve generare benessere non solo inseguendo un profitto ma preservando il capitale umano che è la nostra più grande ricchezza. 

Al fine di sostenere tutta la progettualità è necessario ricevere non solo la condivisione ma anche un gesto concreto come una semplice donazione (IBAN: IT20J0335901600100000074077) o devolvendo il 5x1000 (P.IVA 03992810758) perché per fare quello che facciamo non basta solo l’amore...

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