«Transazioni non vantaggiose»: Trani a capo torna a parlare delle «scelte incredibili di Amet»

«Una transazione dovrebbe prevedere reciproci vantaggi, ma non a Trani e non da quando Bottaro è sindaco». È quanto sostiene Antonio Procacci, portavoce di Trani a capo. «Sempre che», prosegue Procacci, «non si voglia davvero far credere che ogni azione giudiziaria nei confronti del Comune debba chiudersi con una condanna ed ogni credito vantato in un’insolvenza impossibile da recuperare. A questo punto inutile che il Comune e le sue partecipate abbiano un ufficio legale, visto che bisogna darle sempre vinte, anche quando si ha ragione».


Procacci fa riferimento ad una serie di transazioni: da quella famosa con i 10 lavoratori assunti da Amiu sotto Natale nel 2015 a quelle con costruttori, ristoratori e società sportive. Ma soprattutto fa riferimento a due recenti transazioni firmate con due dipendenti di Amet. «Ce n’è una incredibile», sottolinea Procacci. «Con un tecnico Amet ha resistito davanti al giudice, che ha dato ragione all’azienda, ma per evitare il ricorso Amet ha deciso di firmare una conciliazione, concedendo 2.500 euro al dipendente e 500 euro al suo avvocato. Che senso ha avuto allora arrivare davanti al Giudice? Potevano chiudere subito».


«Se questa è incredibile, l’altra è indicibile. Per una serie di ragioni», spiega Aldo Procacci, capogruppo di Trani a capo. «La prima: il dipendente chiede circa 246mila euro lordi, l’azienda gliene dà 110.000 netti, che al lordo ammontano a circa 280mila euro. Ma se vogliamo questa è la cosa meno grave: Amet, infatti, dà questi soldi senza che nessun professionista, anche interno, abbia verificato l’importo richiesto e, peggio ancora, lo fa senza aver chiesto un parere ad un professionista qualificato, peraltro più volte richiesto dal Collegio sindacale. Ci sarebbe stato un parere, ma rilasciato in modo verbale: sarebbe stato meglio se non ce l’avessero detto.


Al dipendente in questione l’azienda non solo ha concesso un lauto riconoscimento economico per le mansioni superiori svolte, ma gli ha anche riconosciuto il ruolo di dirigente. Ma prima di farlo - si chiede Aldo Procacci - sono stati valutati i risultati del suo lavoro? E poi, consiglieri comunali di maggioranza che avevano detto che avrebbero effettuato il controllo analogo e che si sono vantati di aver bloccato le progressioni aziendali perché contro legge, non ritengono che per il ruolo di dirigente andava bandito un concorso? Non sarà che questa storia sia sfuggita al loro controllo?».


«Nell’ultimo consiglio comunale il sindaco ha detto che tutti ci ridono appresso perché la politica a Trani si fa in Procura - aggiunge Antonio Procacci -. E sentiamo, allora, secondo Amedeo Bottaro cosa dovremmo fare in questo caso? Noi saremo ben felici di non andare in Procura e, soprattutto, alla Corte dei Conti, ma pretendiamo che il Sindaco ci faccia sapere cosa farà lui in merito a questa transazione dopo la nostra pubblica denuncia. Perché, penso che chiunque sia d’accordo con noi, non può non fare nulla, lui che peraltro è il rappresentante legale del socio unico di Amet. Attendiamo (poco) pazientemente».


«Visto che ci siamo - prosegue Aldo Procacci - vorremmo sapere anche cosa si stia concretamente facendo per il recupero dei crediti. Rispetto alla nostra prima denuncia, di tre anni fa, la situazione è costantemente peggiorata. L’ultimo bilancio è stato chiuso con quasi 15 milioni e mezzo di crediti, un dato sempre in aumento e che peraltro peggiora il rapporto tra crediti e fatturato, come si evince dalla nota integrativa, dove si pone l’accento sui ritardi di fatturazione e su un servizio di recupero crediti male organizzato ed insufficiente».


«I crediti non vengono recuperati, il servizio di sportello agli utenti è sempre più scadente, si perdono clienti, e, per di più, si vogliono cessare servizi che portano soldi, come i parcheggi e, potenzialmente, la Darsena. Ma cosa vogliono fare?», si chiede Antonio Procacci.


«Fortunatamente la soppressione del mercato tutelato è stata spostata di un altro anno, ma il 2020 è comunque dietro l’angolo e intanto in città si moltiplicano le aziende pronte a soffiare clienti ad Amet», prosegue Aldo Procacci. «Bottaro venga in Consiglio comunale e ci dica che vuole fare di Amet, perché noi cominciamo a temere il peggio».


Intanto l’azienda si accinge ad assumere altri lavoratori interinali («argomento su cui presto torneremo», assicurano Antonio e Aldo Procacci) e a questo proposito i rappresentanti di Trani a capo ricordano ai cittadini interessati che tra pochi giorni, il 6 ottobre, scade il termine per candidarsi a tre avvisi per la ricerca di un addetto amministrativo, di un letturista e data entry e di un impiegato commerciale a Trani. Chi è in possesso dei requisiti richiesti può prendere visione degli annunci sul sito di Generazione Vincente (https://lavoro.generazionevincente.it, inserire semplicemente “Trani” nella casella “Dove”), dove va pure presentata la propria candidatura.

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