Potere al popolo scrive al sindaco di Trani: «Non conceda dehor, spazi pubblici e incarichi a chi sfrutta i lavoratori»

«Il Comune non può e non deve consentire che gli esercenti concessionari di suolo pubblico, nonché gli assegnatari di incarichi e servizi professionali sfruttino il lavoro nero, irregolare e sottopagato dei propri dipendenti e collaboratori, violando la contrattazione collettiva e la legislazione sul lavoro su previdenza e sicurezza».

È con queste motivazioni che Giovanni Doria, esponente tranese del movimento Potere al popolo, ha protocollato una richiesta di incontro al sindaco di Trani, Amedeo Bottaro per chiedere all’amministrazione di: «adottare una delibera che inibisce la concessione di suolo pubblico agli esercenti commerciali che sfruttano il lavoro nero, irregolare e sottopagato dei propri dipendenti; dare attuazione al principio dell’equo compenso nelle procedure comunali di acquisizione di servizi professionali;  individuare nuovi strumenti amministrativi che contrastino lo sfruttamento di tutti quei lavoratori, compresi gli autonomi, i professionisti e le partite iva che collaborino con gli assegnatari di incarichi e servizi professionali».

L’inibizione alla concessione di suolo pubblico agli esercenti commerciali che sfruttano i lavori ha un precedente, ed è la delibera n.100 del Comune di Napoli. Lì, grazie alla stipula di un protocollo d’intesa tra amministrazione e Ispettorato del lavoro, la concessione del suolo pubblico è subordinata  al rispetto da parte dei richiedenti di una serie di norme, tra cui spiccano quelle in materia di lavoro, contribuzione previdenziale, applicazione dei contratti collettivi, tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, inasprendo le sanzioni per i concessionari trasgressori.

Questa delibera costituisce un importante precedente politico, amministrativo, sociale e sindacale, avendo «finalmente aperto la strada all'uso degli strumenti amministrativi locali per il contrasto del lavoro nero, irregolare e sottopagato». A trarne beneficio saranno anche i commercianti onesti, perché si potrà contrastare la concorrenza sleale praticata dai datori di lavoro disonesti nei confronti di tutti coloro che invece contrattualizzano regolarmente i propri dipendenti.

A proporre la delibera a Napoli è stata la Camera popolare del Lavoro di Napoli, che fa riferimento all' Ex Opg occupato - Je so' pazzo e quindi a Potere al popolo, che ha alimentato una grande vertenza contro i titolari di locali che occupavano il suolo pubblico e che avevano lavoratori e lavoratrici irregolari e sottopagati.

«Questa delibera – scrive ancora Doria - crediamo possa essere adottata al fine di contrastare lo sfruttamento di tutti i lavoratori che, anche indirettamente, siano entrati in rapporto con l’amministrazione pubblica.  Ci riferiamo in particolare agli autonomi, ai professionisti e a tutti i lavoratori a partite Iva che facciano parte di strutture, società o associazioni professionali che richiedano di partecipare a bandi per l’affidamento di incarichi o prestazioni di servizi, e alle quali la partecipazione potrebbe essere inibita se non provino la regolarità retributiva e contributiva nei rapporti lavorativi con i propri collaboratori, prevedendo la revoca dell’incarico in caso di successivo accertamento delle violazioni ovvero della presenza di lavoratori non assunti secondo le vigenti normative lavoristiche».
«Tali disposizioni – si legge nella lettera di Potere al popolo al sindaco - intendono superare un fenomeno che negli ultimi anni, anche per effetto dell’abolizione dei tariffari, ha caratterizzato le procedure di affidamento di servizi professionali e che ha visto molte amministrazioni prevedere compensi non correttamente parametrati alla qualità e quantità delle prestazioni richieste o addirittura compensi simbolici. Ci sono stati pure dei casi in cui il compenso economico non era nemmeno previsto.
Le amministrazioni pubbliche, pertanto, hanno il dovere di dare attuazione al principio dell’equo compenso nelle proprie procedure di acquisizione di servizi professionali, prevedendo che i compensi siano determinati sulla base dei parametri fissati con i vari decreti ministeriali. Sul punto proponiamo l’adozione del contenuto della delibera n. 29/18 della Regione Toscana, che costituisce anch’essa un precedente assoluto in Italia».

«È infine molto importante – conclude Doria - la promozione delle migliori pratiche amministrative, mutualistiche e cooperative che consentano l’esercizio delle attività lavorative in spazi comuni del patrimonio pubblico, riconvertito o recuperato per lo sviluppo di queste attività lavorative (coworking, fab-lab, start-up)».

Il movimento nei prossimi giorni, come ha fatto sapere Cosimo Matteucci, candidato nel nostro collegio alla Camera nelle ultime politiche, depositerà analoga richiesta ai sindaci dei comuni di Andria e Canosa di Puglia, mentre sono in fase di completamento gli incontri con i candidati sindaco di Barletta. «Lo sfruttamento dei lavoratori deve finire, e deve finire ovunque» conclude Matteucci.

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